
Recentemente mi è capitato di riflettere sul cinismo e su quanto sono/sono stato cinico in questi anni. La cultura da cui provengo (ingegneria) è l'emblema dell'insensibilità per ogni valore e sentimento umano. Per esempio il corpo dell'essere umano viene spesso semplificato e rappresentato come un oggetto e un osso può diventare una trave, il cervello una pila, il cuore una pompa idraulica. Mi è anche capitato di svolgere un tirocinio in una struttura sanitaria concludendo con una tesi che diceva che la struttura organizzativa poteva esser cambiata, esautorando quindi alcuni dipendenti dalle proprie mansioni (licenziandoli e/o spostandoli!), al fine di rendere più efficiente il reparto e ridurne i costi dello stesso. L'obiettività nel mio lavoro non solo è essenziale ma è alla base della logica dei ragionamenti.
Detto questo, mi è anche capitato di esser dall'altra parte della barricata. Mi è capitato di dover sentire i medici che descrivevano le malattie e le diagnosi dei miei parenti (nonni, genitori), comprendendone buona parte del significato (questione molto rilevante in questo contesto!) , ma soprattutto mi è capitato di sentire parlare in qualche caso di dolore e morte. Mi sono sentito domandare frasi come "Cosa volete fare?" e "Stacchiamo la spina?". Quelle domande alle quali credevo di esser preparato mi hanno invece letteralmente spiazzato. Non solo in un secondo ho spazzato via tutti i miei principi sull'obiettività, fregandomene altamente dello spreco del denaro pubblico per una speranza più che vana. Ma quelle sensazioni mi hanno cambiato profondamente perchè mi han fatto prendere consapevolezza dello stato d'animo che si prova in quei momenti.
Queste esperienza mi hanno insegnato a rimanere il più possibile cinico nel mio lavoro, a mantenere la mia obiettività nella veste di ingegnere, proprio come fa un medico o un infermiere o un amministratore per svolgere al meglio il proprio lavoro. Tuttavia non dimentico cosa vuol dire esser dall'altra parte. Ad oggi credo di esser maggiormente consapevole della differenza del cinismo e della obiettività e questo mi obbliga a ponderare meglio le miei azioni.
Detto questo, mi è anche capitato di esser dall'altra parte della barricata. Mi è capitato di dover sentire i medici che descrivevano le malattie e le diagnosi dei miei parenti (nonni, genitori), comprendendone buona parte del significato (questione molto rilevante in questo contesto!) , ma soprattutto mi è capitato di sentire parlare in qualche caso di dolore e morte. Mi sono sentito domandare frasi come "Cosa volete fare?" e "Stacchiamo la spina?". Quelle domande alle quali credevo di esser preparato mi hanno invece letteralmente spiazzato. Non solo in un secondo ho spazzato via tutti i miei principi sull'obiettività, fregandomene altamente dello spreco del denaro pubblico per una speranza più che vana. Ma quelle sensazioni mi hanno cambiato profondamente perchè mi han fatto prendere consapevolezza dello stato d'animo che si prova in quei momenti.
Queste esperienza mi hanno insegnato a rimanere il più possibile cinico nel mio lavoro, a mantenere la mia obiettività nella veste di ingegnere, proprio come fa un medico o un infermiere o un amministratore per svolgere al meglio il proprio lavoro. Tuttavia non dimentico cosa vuol dire esser dall'altra parte. Ad oggi credo di esser maggiormente consapevole della differenza del cinismo e della obiettività e questo mi obbliga a ponderare meglio le miei azioni.
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